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Monastero-Eremo di Camaldoli

Cosa vedere e come visitare l’abbazia – Orari e giorni di visita 

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Origini e Storia del Monastero-Eremo di Camaldoli

Proprio all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è situato l’Eremo di Camaldoli, nei pressi dell’omonima località, in provincia di Arezzo immerso in una splendida boscaglia solenne a circa 1100 metri di altitudine.

La sua fondazione è dovuta a San Romualdo nell’XI secolo ed è la casa madre della Congregazione Benedettina dei monaci camaldolesi. San Romualdo giunse nella zona fra il Pratomagno e il Monte Falterona nell’anno 1023 e qui fondò un eremo presso una radura chiamata Campo di Maldolo.
Grazie anche all’appoggio del vescovo di Arezzo Teodaldo, Romualdo realizzò 5 celle e un piccolo oratorio dedicato a San Salvatore Trasfigurato che divenne a tutti gli effetti il primo nucleo dell’eremo. Successivamente furono aggiunte 15 celle al nucleo originario della struttura.

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Cosa vedere nel Monastero-Eremo di Camaldoli – L’Esterno del complesso e della Chiesa

La chiesa del Monastero di Camaldoli (dedicata a San Salvatore), sorge al centro del complesso religioso. Nello stesso punto fu edificato l’oratorio che pone in maggior evidenza l’importanza della preghiera nella vita quotidiana dei monaci. Alla nostra sinistra, rispetto alla facciata, si sviluppa la cosiddetta “Lavra”. Essa è costituita da un insieme di celle monastiche, il cui nome deriva da strutture simili a quelle dei monasteri cristiani d’oriente.
Anche la facciata subì diversi interventi di restauro e oggi possiamo vederla quando fu costruita tra il 1713 e il 1714. Si presenta racchiusa tra due campanili simmetrici che presenta, in corrispondenza di alcune nicchie, le statue di Cristo, San Romualdo e San Benedetto.

Cosa vedere nel Monastero-Eremo di Camaldoli – La Chiesa (interno)

Iniziando la visita della chiesa si attraversa la porta e qui si può ammirare un bassorilievo di Tommaso Flamberti raffigurante una Madonna col Bambino. Il transetto custodì fino al 1575 il Coro dei Conversi e due altari, e la volta fu decorata tramite stucchi con raffigurazioni di tipo allegorico. Attraversata la porta d’ingresso, alla nostra destra si trova un altare e una tela cinquecentesca raffigurante la Vergine col Bambino, opera di Giovan Battista Naldini.
Sulla parete sovrastante la porta d’ingresso è situato l’affresco raffigurante la Visione di San Romualdo, opera di Giovanni Drago risalente al XVII secolo mentre sopra le porte poste agli angoli del transetto sono conservate delle tele raffiguranti quattro Padri della Chiesa.

Cosa vedere nel Monastero-Eremo di Camaldoli – La Volta e la Navata

La volta venne decorata verso la fine del XVII secolo. Al centro dell’abside spicca una pala di fine ‘500 con Cristo crocifisso adorato da San Pietro, San Paolo, San Romualdo e San Francesco (1593). La volta della navata venne affrescata dai fratelli Rolli mentre gli stucchi e gli sfondi sono di Francesco Nasini.
Pregevoli sono i dipinti che adornano la navata della chiesa a partire da quelli nel presbiterio dove troviamo la prima cornice in cui è raffigurata l’Annunciazione e le raffigurazioni di Maria quale Vergine Porta del Cielo e Stella del Mattino. Nella seconda cornice si può ammirare la Presentazione di Maria al Tempio; nella terza cornice è dipinta la Nascita della Vergine e infine nella quarta cornice è stata rappresentata l’Assunzione di Maria.

Monastero-Eremo di Camaldoli
52014 Camaldoli (AR)
Tel +39 0575.55.60.12
Fax +39 0575.55.60.01
E-mail: monastero@camaldoli.it
Sito Web: www.camaldoli.it

Orari, prezzi e giorni di visita
Ingresso libero ma si consiglia sempre di contattare preventivamente il monastero

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