Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

Il parco tutela una delle zone più belle dell’appennino settentrionale a cavallo tra la Toscana e l’Emilia – Romagna. Guida turistica per sapere cosa visitare e quali sono i luoghi più belli da vedere come, itinerari naturalistici e borghi

Storia e Origini

Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, istituito nel 2001, comprende due parchi regionali e quattro riserve naturali statali. A cavallo tra la Toscana e l’Emilia, in una lunga cresta che separa le due regioni, dal Passo della Cisa a quello delle Forbici, si snoda una serie di monti le cui quote oscillano tra i 1800 e i 2100 metri. Monti dalla spiccata conformazione appenninica con i pendii ricchi di boschi, laghi, praterie d’alta quota, ambienti rocciosi intorno alle vette.

Le cime principali sono il M. Prato (m 2053), M. Sillano (m 1874), M. la Nuda (m 1894), M. Alto (m 1904) e, un po’ a lato della cresta, l’Alpe di Succiso (m 2017) e il più alto del parco, M. Cusna (m 2120). Per queste sue caratteristiche, tutta l’area del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano possiede una elevata varietà di ambienti che vanno dalle vette impervie alle brughiere, dalle praterie alle pareti rocciose, dai laghi alle cascate, ecc. in tutto questo si inseriscono ottime strutture per le vacanze, attività sportive e relax.

Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano | Turismo Viaggi Italia
Foresta dell'Appennino Tosco-Emiliano

Cosa Vedere e Cosa Fare

Il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è arricchito da molteplici strutture che testimoniano una storia che risale a tempi antichi, emerse durante i numerosi scavi archeologici. Un altro elemento che mette in evidenza la presenza dell’uomo su queste montagne sono i passi e i valichi che hanno reso possibile il passaggio di uomini e mezzi da un versante all’altro. Celebri sono i passi del Cerreto, di Pradarena, Lagastrello e delle Radici.

Nel corso del tempo l’uomo si è aggregato nella forma abitativa più semplice, quella dei borghi che ancora oggi, grazie a ristrutturazioni, tappezzano il territorio del parco. Tra essi risaltano castelli fortificati, chiese, santuari, fortezze, pievi, ecc. come l’eremo di Castelnuovo né Monti, nei dintorni della Pietra di Bismantova con le pareti a picco, la Pieve di Sorano. Tra l’altro è da mettere in evidenza anche i vari musei come quello della stampa e del maggio e gli orti botanici tra cui il più importante è il Giardino Botanico dell’Orecchiella realizzato dal Corpo Forestale dello Stato. Riguardo il patrimonio culturale ciò che sorprende è la ricchezza di luoghi di culto con cappelle, steli e immagini votive; chiese e santuari. A questi si aggiungono piccoli elementi con un certo valore artistico come ad esempio una torre, un antico pozzo e le numerose statue a stele della Lunigiana.

Una nota a parte meritano i mulini che nel corso dei secoli hanno dato un notevole impulso all’economia locale per la lavorazione del grano, farro, castagne e le olive. Oggi molti sono abbandonati quando potrebbero essere ristrutturati e destinati a residenze. Anche i musei raccolgono testimonianze importanti come la lavorazione tradizionale del sughero, la storia dei primi libri stampati, ecc.

La Flora

Anche la natura, qui nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ha i suoi gioielli sia nella fauna che nella flora. In basso abbiamo boschi principalmente di castagno e quercia e più in alto formati da faggio e abete bianco che cresce spontaneo nella Valle dell’Ozola, sul Monte Ventasso e sul Monte La Nuda, oltre vegetano le brughiere soprattutto a mirtillo. Tra le tante piante tipiche del parco possiamo citare la Primula appenninica, le Giuchiglie di Logarghena, il Giunco delle creste, la Vicia cusnae, la Festuca ricceri e le Genziane purpuree.

Alcuni ambienti rivestono un certo interesse e meritano senz’altro una visita. L’Abetina Reale, nell’Alta Valle delle Dolo, è una delle poche foreste di Abete bianco che ci sono nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, che già verso il 1450 fu oggetto di sfruttamento per il legname. Un bel bosco di faggio di un certo pregio, detto Bosco delle Veline, si trova alle pendici del Monte Cusna, al cui interno vi si trovano parecchi alberi secolari. Un’altra zona di particolare interesse naturalistico, si trova nell’Alta Val Cedra, nel comune di Monchio delle Corti – denominata Foreste Val Parma – estesa per circa 1750 ettari, parte dai 1000 metri e si spinge ai 1600 metri di quota.

La Fauna

Sempre per la varietà di ambienti dei quali abbiamo parlato prima, la fauna del parco è anch’essa ricca di specie tra le quali spicca il Falco pellegrino, il Cervo, il Lupo, la maestosa Aquila, la piccola Arvicola delle nevi. Poi ancora il Tritone alpestre, il Capriolo e la Poiana. Particolare interesse rivestono le numerose specie di pipistrelli e insetti.

Informazioni Turistiche

Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano
Sede: Fivizzano – loc. Sassalbo
Via Comunale, 23
54010 Fivizzano – Sassalbo (MS)
Tel. +39 0585.94.7200-1
Sito Web: www.parcoappennino.it

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