Parco Nazionale della Majella

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Descrivere con poche parole le ricchezze naturalistiche, culturali e storiche del Parco Nazionale della Majella, è un’impresa poiché tali ricchezze sono così numerose e al contempo significative, che si ha difficoltà a selezionare le più interessanti. Definita dagli abruzzesi “Montagna Grande”, il massiccio della Majella è selvaggio e imponente, unico per le sue notevoli caratteristiche geografiche, climatiche e ambientali tanto da essere elevato a patrimonio mondiale dei parchi nazionali.

Lo possiamo suddividere in quattro grandi gruppi: Majella con il Monte Amaro che con i suoi 2793 metri è il più alto del massiccio; i Monti Pizzi, Montagne del Morrone (Monte Morrone m 2061) e Monte Porrara (m 2137). In totale i rilievi montuosi sono circa 65 dei quali più della metà superano i 2000 metri; Cima delle Murelle, 2598 m, Monte Focalone, 2676 m; Tavola Rotonda, m 2403; Monte Macellaro, 2646 m; Monte Acquaviva, 2737 m; Pesco Falcone, 2546 m; Monte Rotondo, 2656 m.

Parco Nazionale della Majella (Monte Amaro) | Turismo Viaggi Italia
Il Monte Amaro

Il Territorio del Parco

Non c’è angolo nel quale non si notano gioielli di una natura aspra, ricca e incontaminata; infatti nel cuore del parco vi sono vaste aree di natura selvaggia gelosamente custodite dall’Ente Parco. Bastioni rocciosi, estese foreste, interminabili pianori, sono solcati da torrenti impetuosi che formano enormi valloni con canyon e strette gole, punteggiati da grotte delle quali la Grotta Canosa è situata a quota 2600 metri e attraversati da lunghe creste rocciose.

Tutta l’area del Parco Nazionale della Majella è impreziosita da strutture architettoniche che testimoniano un passato nel quale l’uomo è vissuto in armonia con l’ambiente: villaggi, santuari, eremi, cappelle e da ultimo i rifugi e bivacchi. Riguardo la fauna, dopo un lungo periodo dominato dalla distruzione da parte dell’uomo, oggi è ritornata, grazie al forte interessamento di enti e persone, ad essere di notevole interesse.

La Flora

Piuttosto elevata è la biodiversità nell’ambito della flora costituita dai più svariati elementi, da quelli pontici agli illirici, dai balcanici ai pirenaici, dai mediterranei agli artici con la presenza di un numero di specie pari a 1/3 di quelle italiane.
Le piante arboree sono costituite per lo più da Faggi seguiti in associazione o non con Carpino nero, Cerro, Tasso, Agrifoglio, Pino nero, Aceri in particolare Acero di monte. Ciò che caratterizza la Majella e le da una valenza naturalistica inestimabile è il complesso di specie endemiche e sub endemiche come ad esempio la Soldanella della Majella, Tarassaco glaciale, Ranuncolo magellense, Androcase abruzzese, Viola della Majella, Genziana magellense, Pinguicola di Fiori, Carice capillare, Aquilegia della Majella, Centaurea di Tenore e molte altre.

La Fauna

È rappresentata dai grandi mammiferi come l’Orso, il Cervo, il Capriolo, seguiti dalla rara Lontra, il Lupo e il Camoscio. Presenti in buon numero anche il Gatto selvatico, Donnola e Puzzola. Tra gli uccelli domina l’Aquila reale accompagnata da una numerosa schiera di piccoli e grandi uccelli come la Coturnice, il Falco pellegrino, il Picchio dorso bianco, il Falco pecchiaiolo e il raro Lanario.
Alle alte quote si osservano il Fringuello alpino, la piccola Arvicola delle nevi, la Vipera dell’orsini. Ciò che rende straordinario il Parco Nazionale della Majella, tra l’altro, sono le numerose specie di farfalle diurne italiane; circa il 90% vive qui.

Le Testimonianze Architettoniche e Artistiche

Passando alle testimonianze artistiche, in primo piano vi sono gli eremi soprattutto quelli legati alla vita e alle opere di Celestino V – una quarantina circa – dei quali alcuni sono rimasti solo dei ruderi ma molti altri, una ventina, conservano la struttura originaria e custodiscono importanti opere d’arte e meritano una visita attenta come ad esempio il Complesso rupestre S. Liberatore, S. Angelo di Lama dei Peligni, S. Giovanni della Majella, S. Spirito a Majella, S. Croce al Morrone, S. Michele di Pescocostanzo.
In ogni stagione il Parco della Majella offre scenari i immensa bellezza con le fioriture primaverili, i colori autunnali sfoggiati dai boschi e foreste, paesaggi innevati in pieno inverno. Per gustare appieno le pregiate strutture architettoniche e le bellezze naturalistiche e paesaggistiche è consigliato percorrere sia le carrozzabili per raggiungere i numerosi paesi, sia i tanti sentieri segnati dall’Ente Parco.

Parco Nazionale della Majella (Valle dell'Orfento) | Turismo Viaggi Italia
Valle dell'Orfento

Gli Itinerari Escursionistici

Qui consigliamo il più lungo e il più impegnativo. Esso parte da Pescocostanzo, ci si dirige verso il paese di Cansano, lungo la vallata tra il Monte Rotella e il Monte Pizzalto, alle cui falde si estende il Bosco di Sant’Antonio, famoso perché costituito per la gran parte dei suoi 80 ettari da faggi secolari. Proseguendo si giunge all’Eremo di Sant’Antonio e una volta effettuata la visita, si riprende il viaggio verso il paese di Campo di Giove e oltre fino al termine della strada ove si parcheggia. Da questo punto escursionisti ben allenati possono percorrere il sentiero che prima tocca la Fonte dell’Orso poi scendendo per circa un’oretta, si arriva ai ruderi di un rifugio a 1836 metri di quota dove si può osservare il Vallone Fondo della Majella in tutta la sua bellezza.

Si risale per oltre 500 metri di dislivello (h 1,30) per giungere alla Forchetta di Majella a quota 2380. In quest’ultimo tratto si ha l’opportunità di affacciarsi sull’impressionante pianoro sassoso dell’Altopiano di Femmina Morta lungo cinque chilometri. Andando avanti si costeggiano le pendici di Monte Macellaro e Altare dello Stincone, si arriva alla Grotta Canosa e di li a poco si guadagna il Rifugio Pelino e più oltre, la cima del Monte Amaro.

Monte Amaro da Fara San Martino

Al Monte Amaro si può arrivare partendo anche da Fara San Martino percorrendo un sentiero che, con i suoi quasi 2400 metri di dislivello, è il più alto dell’intero Appennino. È un itinerario riservato a escursionisti esperti e ben allenati. Si percorre da prima la Valle dello Spirito Santo, entrando per una stretta gola, dove all’inizio si incontrano i ruderi del Monastero di San Martino in Valle. Dopo circa un’ora e mezza si giunge alle porte della Valle di Macchia Lunga completamente ricoperta da una delle più spettacolari faggete di tutto il massiccio. Al termine il sentiero si inerpica lungo le pendici di Cima dell’Altare e si prosegue per la Valle Cannella “bucherellata” da numerose doline, un ambiente carsico più che spettacolare. Al termine della valle si incontra il Rifugio Manzini a quota 2523 metri e con altri 250 metri di dislivello si guadagna la vetta di Monte Amaro.

Parco Nazionale della Majella (Monte Amaro) | Turismo Viaggi Italia
Il Massiccio della Majella e Caramanico Terme

Informazioni Turistiche

Ente Gestore: Ente Parco Nazionale della Majella
Via Occidentale, 6
66016 Guardiagrele (CH)
Tel. +39 0864.25.701 (centralino)
Sito Web : www.parcomajella.it

Sentieri nel Parco

Per tutte le informazioni sulle visite guidate nel Parco della Majella contattare l’ente parco oppure consultare la pagina dedicata sul sito web ufficiale.

Centri di informazione

Per scoprire quali sono e dove si trovano i punti di informazione del Parco della Majella contattare l’ente parco oppure consultare la pagina dedicata sul sito web ufficiale.

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