Parco Nazionale della Sila

Una delle aree protette più belle e vaste della Calabria. Scopri gli itinerari naturalistici, borghi e i luoghi più belli da vedere nel parco

Ambiente e Territorio

Al centro della Calabria, là dove maggiore è la larghezza, è stato istituito il Parco Nazionale della Sila in parte ex Parco Nazionale della Calabria e l’altra parte come Parco Nazionale dell’Aspromonte. Più lo si percorre per lungo e per largo e più si comprendono i motivi per i quali si è voluto preservare quest’area da tante mire speculative.

Vaste e splendide foreste, laghi, praterie, valli e torrenti formano la carta d’identità di questo parco che protegge le zone più belle e suggestive della Calabria. Dall’alto dei monti si rimane stupiti nel vedere la bellezza dei paesaggi dove trovano il loro habitat perfetto piante e animali, piccoli e grandi, rari e comuni. Quindi occorre scoprire le sue meraviglie attraverso i numerosi itinerari che portano il visitatore a godere l’incanto delle valli e delle montagne. Queste hanno la loro vetta più alta nel Monte Botte Donato che con i suoi 1928 metri è il più alto di tutta l’area. Fanno seguito Montenero (m 1881), Monte Gariglione (m 1765), Monte Scorciavuoi (m 1745), Monte Pettinascura (m 1708) e tanti altri le cui quote si attestano tra 1400 e i 1700 metri. Sia dalla storia che dai rilievi, la Sila è suddivisa in tre grandi zone “Sila Greca”, “Sila Grande” e “Sila Piccola”.

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Parco Nazionale della Sila e il Lago Ampollino

Cosa vedere nel Parco Nazionale della Sila

Ciò che caratterizza il Parco Nazionale della Sila è il suo paesaggio dal “sapore nordico” soprattutto per le sue grandi foreste di conifere – oltre a quelle del parco se ne aggiungono altre per un totale di 150.000 ettari – mantenute rigogliose dalle precipitazioni e dalle rocce che qui, contrariamente al resto dell’Appennino, sono granitico-cristalline. Tali foreste sono maggiormente concentrate nella Sila Grande e le più interessanti si trovano in località Fossiata, Gallopane e Corvo.
Nella Sila Greca sono impressionanti le valli fluviali somiglianti a canyon rocciosi, come ad esempio la valle del Coserie-Vulganera, che si alternano a dorsali montuose; strette forre con fitta vegetazione come quella della Laurenzana; infine spettacolari cascate lungo i corsi del Colognati e del Serasia. Nell’area del Parco Nazionale della Sila sono anche presenti le più grandi vallate alcune delle quali agli inizi del secolo scorso furono sbarrate con dighe per crearvi laghi artificiali come il Lago d’Arvo, Cecita e Ampollino.

La Flora

La flora, come abbiamo detto prima, è molto rigogliosa con le sue estese foreste a Faggio e Abete bianco, boschi di Acero di monte e Pioppo tremolo. Tra le erbe ce ne sono alcune importanti endemiche come l’Astragalo calabrese, Cinquefoglia di Calabria, Ginestra d’Inghilterra, l’Erba lucciola e la Soldanella di Calabria, . Altre più comuni sono ad esempio alcune specie di orchidee, viole e narcisi. All’interno del parco vi è la Riserva Naturale Guidata Biogenetica “I Giganti di Fallistro” dove nei sei ettari di superficie vi sono circa 60 piante di Pino Laricio e sette di Acero di monte che superano in altezza i 35 metri e hanno un’età valutata intorno ai 400 anni. La riserva è visitabile da Giugno a Ottobre

La Fauna

Per quanto artificiali sono comunque importanti dal punto di vista naturalistico in quanto qui sostano nel periodo invernale un buon numero di uccelli migratori. Rimanendo nell’ambito delle ricchezze naturali, la fauna, anche se in passato ha subito delle perdite come la scomparsa dell’aquila reale, l’orso, l’avvoltoio degli agnelli e la lince – solo per citarne alcuni –, tutt’oggi è ancora di tutto rispetto. Qui troviamo l’Astore, agilissimo falco dei boschi, il Nibbio reale che si nutre di prede morte, il timido Capovaccaio, seguiti dal Lupo, Cervone, Scoiattolo meridionale, Volpe, Crociere, Picchio nero, Capriolo e tantissimi altri.

Le Abbazie e le Chiese

Già intorno all’VIII secolo a.C. furono fondate dai Greci le due città di Sibari e Crotone e da quel periodo nella zona si susseguirono altre popolazioni; i Bruzi che fondarono Cosenza, poi i Romani e quindi i Bizantini ai quali succedettero altre popolazioni fino ai tempi moderni. Ognuna ha lasciato le sue tracce e di queste ne citiamo alcune. I’imponente Castello di Corigliano, uno dei più grandi della Calabria e meglio conservati, risale al XV secolo ed è stretto da quattro torri merlate; l’Abbazia Florense, a San Giovanni in Fiore, fondata da Gioacchino da Celico nel XII secolo alla quale si affianca il Museo demo-antropologico che offre, con i suoi numerosi reperti, uno spaccato della vita contadina nella Sila. Le tante chiese di Taverna tra le quali spicca la Chiesa di San Domenico. Tra Rossano e Corigliano vi è quel che rimane di un monastero basiliano ovvero la Chiesa di Santa Maria del Patire, un autentico gioiello di arte bizantina. A San Demetrio Corone si trova la Chiesa di Sant’Adriano dove al suo interno vi sono affreschi del XII secolo.

Percorso 1: Da Castiglione di Paludi alla Cima di Monte Botte Donato

Un interessante centro edificato dai Bruzi si trova a Castiglione di Paludi. Con un largo giro in auto si possono visitare alcune importanti località come l’attrezzato centro turistico di Camigliatello silano e dopo aver superato l’abitato di Croce di Magara, si devia a destra e in breve – parte in auto e parte a piedi – si arriva alla Riserva Giganti di Fallistro. Proseguendo si costeggia in lato sud del Lago Ariamàcina e – lasciando la superstrada – si tocca il paese di Silvana Mansio a quota 1473 metri, piccolo e caratteristico villaggio turistico. Ritornati alla superstrada, dopo un paio di chilometri si lascia l’auto e si prende il sentiero (a piedi) che porta al Monte Carlomagno (m 1670) passando prima per i Piani di Carlomagno (o Carrumangu), centro per lo scii di fondo. Ritornati all’auto si prosegue per Rovale e prima di attraversate le pendici delle Montagne della Porcina si devia a sinistra per il paese di Lorica, altro centro turistico ben attrezzato, posta sulle sponde del Lago Arvo. Sempre sulla statale si prosegue fino a raggiungere le pendici del Monte Botte Donato, cima sulla quale si può arrivare in una ventina di minuti da dove si è lasciata l’auto.

Percorso 2: Da Taverna a San Giovanni in Fiore

Altro itinerario in auto è quello che parte da Taverna di cui abbiamo parlato in precedenza per dirigersi verso Villaggio Mancuso (m 1319) – nota città turistica della Sila Piccola – dove in località Monaco partono diversi sentieri naturalistici. Passato l’abitato di Monte Valloscuro, si prende la strada per il paese di Trivolo e da qui, a piedi lungo la Valle Lunga, si raggiunge Colle del Telegrafo ove è situato l’imponente Abete bianco alto 40 metri. Si riprende la strada che poco prima abbiamo lasciato per Trivolo e, una volta arrivati a Manco Spineto, ci si dirige verso il suggestivo e spettacolare Lago Ampollino circondato da fitti boschi. Si prosegue fino ad arrivare al paese di San Giovanni in Fiore del quale abbiamo parlato in precedenza. Ogni angolo del Parco Nazionale della Sila questo parco offre svariati elementi per tutti, naturalisti e cultori di opere d’arte, storici e semplici camminatori.

Informazioni Turistiche

Ente Gestore: Ente Parco Nazionale della Sila
Sede Via Nazionale
87055 Lorica – San Giovanni in Fiore (CS)
Tel. +39 0984.53.71.09
Sito web: www.parcosila.it

Itinerari e Sentieri

L’area protetta è attraversata da una rete di sentieri sia di carattere escursionistico che naturalistico. Nel sito web è possibile consultare la pagina dedicata a tutti i sentieri del Parco.

E’ possibile percorre alcuni interessanti itinerari storico-religiosi di grande suggestione e interesse. Per chi ama scoprire gli aspetti storici e culturali della zona, nel sito internet del parco potete conoscere i percorsi più belli da fare.

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